XLIV Stagione Estiva

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Lisistrata - 2008

di Aristofane - regia di Sergio Ammirata

Con Lisistrata, Aristofane trovò il mezzo semplice/geniale (come l'uovo di Colombo) per far cessare finalmente l'inutile guerra fratricida, tra Atene e Sparta, che dopo vent'anni insanguina ancora e distrugge l'Ellade intera.

La Locandiera - 2008

di Carlo Goldoni - regia di Sergio Ammirata

Se l'autore ambientò la trama all’interno di un'umile locanda anziché dentro i lussuosi palazzi pieni di raffinate civetterie, fu sicuramente per creare i giusti contrasti utili alla commedia, allorché popolo e nobiltà si ritrovano a vivere a contatto di gomito. L'ombroso e orgoglioso Cavaliere di Ripafratta sarà piegato dalla bella Mirandolina che lo vincerà con le sue grazie, il suo spirito e le "malizie" culinarie.

L'armadietto cinese - 2007

di Aldo De Benedetti - regia di Sergio Ammirata

Equivoci ed incertezze caratterizzano questa esilarante commedia, tra le più divertenti di Aldo De Benedetti, sempre straordinario nell'imbastire colpi di scena coadiuvati costantemente da un dialogo straordinariamente leggero, intelligente, veloce, umoristico.

RebecCca, la mia prima moglie - 2006

di G. Antonucci e S. Stern - regia di Sergio Ammirata

Assai liberamente ispirato al famoso romanzo di Daphne Du Maurier e al capolavoro di Alfred Hitchcock, quest'allestimento dichiaratamente COMICO capovolge tutti i luoghi comuni della mistery-story, con i suoi personaggi inquietanti, il passato che ritorna, la paura sempre in agguato.

Anfitrione - 2006

di Tito Maccio Plauto - regia di Sergio Ammirata

Due Anfitrioni e due Sosia; un vero e un falso marito; un vero e un falso servo; un figlio divino (Ercole) ed uno umano; un giorno fatto notte ed una notte fatta giorno; chi è li dovrebbe non esserci, chi è assente è presente e viceversa. In questo giuoco organizzato dagli Dei, cadono vittime, persino i generali trionfatori di tante guerre, ed il gioco delle "CORNA" assume i ritmi, i colori e gli equivoci di una pochade classica, di oltre due millenni fa.

Sogno di una notte di mezza estate - 2005

di William Shakespeare - riduzione ed adattamento di Giovanni Antonucci

Il "Sogno di Una Notte di Mezza Estate" scritto da Shakespeare nel 1596 per una festa di nozze, è considerato dalla critica, ma anche dal pubblico che l'ha sempre molto amata, la sua più bella commedia. In essa Shakespeare rappresenta con una sapienza drammaturgica ineguagliabile, cinque intrecci diversi, mischiando mondo reale e mondo fantastico, coppie di giovani amanti con fate, spiriti ed elfi, simpaticissimi artigiani che giocano a fare teatro con il "teatro nel teatro".

Càsina - 2004

di Tito Maccio Plauto - regia di Sergio Ammirata

La Càsina di Plauto, nella riduzione in due tempi di Sante Stern, rappresentata per la prima volta dalla nostra Compagnia "La Plautina", è il ritratto più potente della folleggiante sessualità senile. La simpatia di Plauto va cercata, probabilmente, nella scelta iniziale del suo Teatro che, con sincera convinzione, si addentra nella miniera dello spirito popolare; un teatro alieno da problematizzazioni, che impegna la propria arte nell'immediatezza della beffa; e dove, alla fine, le burle plautine, sono quelle degne veramente di un uomo libero.

La Maschera e il Volto - 2003

di Luigi Chiarelli - regia di Sergio Ammirata

Rappresentata per la prima volta nel 1916, con trionfale successo, "La Maschera e il Volto" è il capolavoro del teatro grottesco. Un teatro che coniuga la risata il sentimento, il cinismo e l'amarezza come del resto accade nella vita. La commedia fonde perfettamente tanti temi: il delitto d'onore, la simulazione di reato, gli equivoci e l'amore che nonostante tutto vince. Una delle più straordinarie commedie del '900, affresco geniale e grottesco della società dell'epoca.

Non ti conosco più - 2002

di Aldo De Benedetti - regia di Sergio Ammirata

Laura per gelosia del marito Paolo, sospettato di prendersi delle libertà con la graziosa dattilografa, perde la memoria e non riconosce più il marito. Non solo, scambia addirittura il proprio marito con Alberto lo psichiatra, convocato urgentemente da Paolo a studiare l'insolito caso. Ma Laura ha perduto sul serio, la memoria? Brillantissimi equivoci, negli anni favolosi dei telefoni bianchi. "Non ti conosco più" (rappresentata per la prima volta nel 1932) appartiene a quel teatro comico, che non travalica mai nell'aggressività, ma che possiede una gamma di sottili sfumature come pure la malinconia e l'amarezza.